C’è un nuovo modo di dire che è entrato nella storia, rispolveratio da chi sa dove, tenuto nascosto, direi anche gelosamente.Qui al panino genuino luogo ordinario di gente fuori dall’ordinario, di storie strane ne succedono ogni giorno.
Ho capito che sono le nostre teste il “problema”, un agglomerato di pazzia e innovazione che raggiunge l’apice del suo splendore ogni qualvolta si tratta di creare un nuovo panino.
L’hai visto la nostra nuova invenzione? Ti sarai forse chiesto il perché di quel nome …
Bene, era una notte buia e tempestosa.. no scherzo!

La verità è che ce ne stavamo tutti seduti ad analizzare il nostro nuovo capolavoro; salsiccia calabrese, maionese al peperoncino secco tritato, patate novelle con la buccia, caciocavallo, pancetta locale e l’uovo all’occhio di bue.
Aveva superato tutte le nostre aspettative, e ne avevi dubbi?

Lentamente cade il silenzio tombale … nessuno aveva un nome da associarli e le idee erano state tante ma nessuna sembrava all’altezza del panino.
Sconforto totale …

Improvvisamente entra Marco nella stanza, era appena rientrato da un viaggio di lavoro da Milano e non avevamo ancora avuto modo di comunicarli la nuova idea del panino.
Marco si siede, un po’ stanco dal viaggio ma entusiasta inizia a raccontare del suo viaggio e dei nuovi progetti.
Il suo occhio cade sul nuovo panino!!!
“Questo si che è un paninazzo! L’uovo, la salsiccia, la pancetta.. mamma.. pure il peperoncino tritato … Questo si che TI AGEVOLA!

Marco strappa un sorriso a tutti!

Non so se un’espressione simile rientri tra le parlate dialettali però mi aveva già conquistata e per di più rendeva esattamente l’idea di ciò che quel panino era destinato ad essere: un momento di svago, di sollievo di leggerezza nella sua composizione saziante e abbondante.
Non doveva essere un panino, ma una scusa per ritagliarsi un po’ di spazio e di spensieratezza in questo freddoloso inverno.

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“Bene ora che mi sono agevolato, mi avvio verso l’ufficio…” – continua Marco.
Io sorrido, e vedo che tutti gli altri fanno lo stesso. Ci eravamo intesi e avevamo lo sguardo di chi ha avuto l’illuminazione.
Nelle nostre menti, il nome del nuovo panino era scritto a caratteri cubitali, c’è un nuovo modo di dire : MI AGEVOLO!