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Pranzo di una estate Calabrese

Sarà una caratteristica speciale di noi calabresi, ma ogni volta che un ricordo della mia infanzia riaffiora alla mia mente, quasi sempre c’è di mezzo una tavola imbandita, gli odori, le risate e il tempo speso in compagnia dei propri cari, sono ricordi molto vividi nella mia memoria.

Ricordi

Ero piccolo, la scuola ormai era finita da un po’ e le mie giornate passavano lente scandite tra gare di tuffi, corse in bicicletta e partite a pallone.
Erano giorni spensierati, in cui spesso la famiglia aveva modo di riunirsi.
Quale modo migliore per festeggiare lo stare tutti insieme se non con un tipico pranzo estivo calabrese.

La preparazione

Il giorno del pranzo era un giorno a se, totalmente differente.
Si partiva dalla mattina, quando a svegliarmi era l’odore della salsa di pomodoro che iniziava a cuocere a fuoco lento per prendere sapore, mentre io facevo colazione al mio fianco nonna iniziava a tirare la pasta e con un ferretto iniziava a preparare i “maccarruni cu ferru”.

Rientrati dal mare mamma subito si metteva ai fornelli a scaldare l’olio per friggere le alici, sotto la supervisione attenta di nonna che aveva il compito più importante: pulirle e infarinare per bene le alici.
Nel frattempo io aiutavo nonno a tagliare a spicchi le percoche, che da lì a poco si sarebbero tuffate nel vino casereccio, da servire poi a tavola quasi ghiacciato.

Una volta “conzato” il vino si passava alla preparazione dell’insalata di pomodori con l’immancabile cipolla rossa di Tropea da quel gusto inconfondibile, la stessa che oggi puoi gustare in diversi nostri paninazzi.

Nel mentre nonna, finito con le alici, iniziava a preparare la Sauza di Zucchine.

Per chi non lo sapesse, la “Sauza” è un piatto tipico della cucina povera Calabrese.

Iniziava friggendo (e come se no) le zucchine per poi insaporirle con pane raffermo sbriciolato, le croste del formaggio pecorino grattugiato, la menta, l’aceto e l’olio.

Un antipasto semplice, ma dal gusto indimenticabile.

Il pranzo

Arrivato l’orario di pranzo sembrava che per magia comparissero tutti gli zii e i cugini, sembrava quasi come se sentissero il richiamo dei piatti di nonna.
Ci si sedeva tutti a tavola, i grandi ad un tavolo e i più piccoli tutti insieme ad un altro tavolo.
Il pranzo passa tra risate, scherzi e cibo, tanto cibo.
Nonno di nascosto da mamma mi fa bere un sorso di vino dal suo bicchiere, “bevi un sorso che ti fa bene” mi diceva sempre.
Di nonno ricordo bene il suo affetto e il fatto che mettesse il peperoncino ovunque!
Lo mangiava anche così a crudo, come spuntino.  Poteva mangiarlo con tutto, anche con la frutta.
Nel frattempo il pranzo continua nell’allegria fino ad arrivare, per concludere, all’immancabile tartufo di Pizzo, una specialità tutta nostra dal gusto inconfondibile.

Questo è un piccolo scorcio di un tipico pranzo d’estate in Calabria, ed è ciò che cerchiamo di trasmettere in ogni nostro panino, un’emozione, un ricordo della nostra terra.