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Chiaramente non maciniamo ancora la farina, ma la lavoriamo con arte e amore come “Facevano gli antichi”. Abbiamo la fortuna che il nostro fondatore sia l’erede di una antica ricetta, non fate domande naturalmente è segreta, che la sua famiglia si tramanda di generazioni in generazione. Leggenda vuole che la ricetta venga scritta su un foglio la notte di Natale, come lo “sfascino”, e tramandata al diretto discendente, altrimenti non lieviterebbe a dovere e non sarebbe così buono. Questa viene insegnata ai nostri “mastri produttori” che ogni giorno con amore eseguono l’antico rito a mano, si avete capito bene senza l’utilizzo di nessuna planetaria, perché scusate la ripetizione altrimenti non verrebbe così buono. Dopo averlo impastato, con le mani ciao-ciao, con i pugni ciao-ciao, lo lasciamo riposare. Ed ora arriva un momento che ormai si è trasformato in un momento conviviale e sociale per i nostri: “io taglio e peso, tu impallini”. Si passa quindi a fare le nostre “panette” che solo dopo almeno 24 ore di lievitazione potranno trasformarsi sotto i vostri occhi nel vostro fantastico panino fumante. Ma ora basta tediarvi, vi lasciamo con alcune curiosità riguardanti questo nobile alimento. 

Pani d’Italia:

SARDEGNA: IL PANE CARASAU
ABRUZZO: IL PANE CASERECCIO
BASILICATA: LA PANELLA
CAMPANIA: IL PANE CAFONE
EMILIA ROMAGNA: LA TIGELLA
LAZIO: IL PANE DI LARIANO
CALABRIA : LA PITTA
LIGURIA: LA FOCACCIA
PIEMONTE: IL GRISSINO
TOSCANA: IL PANE SCIOCCO
LOMBARDIA: LA MICHETTA O ROSETTA
SICILIA: LA MAFALDA
TRENTINO ALTO ADIGE: PANE NERO
UMBRIA: IL PANE DI TERNI
MOLISE: IL PARROZZO
VALLE D’AOSTA: IL PAN BARBARIA
FRIULI VENEZIA GIULIA : LA BIGA
MARCHE: IL FILONE CASERECCIO
PUGLIA: IL PANE DI ALTAMURA
VENETO: L’AMBROGIANO

Spigolature

  • In Canada si benedice sempre il pane prima di infornarlo;
  • Gli Ebrei prima di cuocere il pane gettano una pallina di impasto nel forno per offrire il primo pezzo a Dio;
  • In Russia il pane è un dono e un augurio allo stesso tempo poiché si crede che chi mangia pane donatogli da qualcuno è in debito con lui e non lo tradirà mai;
  • In Polonia le spose donano agli invitati delle bambole di pane con all’interno una moneta come augurio;
  • In Calabria si modellano a mano piccoli pani (“panpepati“) a forma di oggettini per pellegrinaggi o ex voto, ma anche piccole figure del presepe;
  • In passato i contadini benedivano il campo di grano sperando in un raccolto abbondante.
  • In diverse regioni italiane per Pasqua si prepara il campanaccio o traccia, dei grossi pani a forma, appunto, di treccia al cui interno viene posto un uovo sodo in segno di fertilità. (ne abbiamo parlato in questo articolo sui dolci regionali pasquali);
  • Il pane non va mai posto a rovescio sulla tavola, così ci insegnano i più anziani: è un segno di maleducazione e legato alla sfortuna. Pensate che anticamente i cristiani invocavano S. Brigida per farsi perdonare di aver posto al contrario il pane;
  • Secondo la legge ebraica il pane va spezzato e non tagliato: il taglio infatti è visto come un gesto di violenza che non era accettabile per un alimento dal valore simbolico così importante;
  • Nell’antica Grecia era usuale dipingere sui forni spaventosi volti di demoni per spaventare chiunque volesse aprire il forno durante la cottura del pane.
Gilles De Seta

Gilles De Seta

Marketing Project Specialist

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