Che facciamo a Pasquetta?

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Scatta l’ora dell’organizzazione, la pasqua si avvicina. Per la domenica le cose filano sempre liscio: c’è sempre qualche nonna, suocera, zia, madre che ci invita da qualche parte. Non datemi del sessista, lo sappiamo bene che almeno qui da noi le scelte nelle feste comandate sono di loro giurisdizione.
Ma più si avvicina la Pasqua e più sale l’ansia e l’adrenalina causata dalla Pasquetta.

Parliamoci chiaro viene vissuto come un Capodanno che si svolge di giorno ma privo di countdown. Ed ecco che dove ti giri c’è qualcuno pronto con la domanda; gruppi di ragazzi che si riuniscono ai tavoli dei bar per decidere sul destino del pianeta; si moltiplicano gruppi di gente che ti inserisce in gruppi whatsapp proponendoti soluzioni improbabili con comitive che definirle “pericolose” e fargli solo un complimento (Dicesi comitiva pericolosa quella composta da una percentuale superiore al 30% da Bomber e/o Top Player).

 E per quanto ci sono differenze abissali nell’organizzazione in base alla generazione di appartenenza, fa più figo chiamarle così e non fasce di età: Boomer, Generazione X, Millennials, Generazione Z ecc. si possono trovare dei punti comuni nelle stesse:

1. Dubbio Amletico: Mare o Montagna (Sila per i locali)?
2. Sciorinamento delle proprietà dei componenti proposte da altri, mai sia dai proprietari, che in altri momenti dell’anno sono: splendide, dotate di tutti i confort, a due passi, luoghi magici in cui perdersi; che improvvisamente diventano: piccoli, lugubri, maleodoranti, in ristrutturazione 110, con i muratori che ci lavorano anche a Pasquetta, senza mobilio, pericolosi per i bambini ma anche per: gli adolescenti, per i grandi e per i nonni; vicini ad un burrone con i ferri che spuntano e le lame affilate che fuoriescono dal pavimento; lontani “che non hai capito proprio”.
3. Spese spropositate, le quali sono inversamente proporzionali alla generazione, si parte dal rapporto dall’ 1:1 per n tipologie di cose e si va via via scemando: Es. “Se siamo 10 servono: 10 l di vino, 10 kg di carne, 10 di questo, 10 di quello e 10 di quell’altro… Ma malgrado si cresce a Pasquetta resta sempre un sacco di roba… da mangiare.

4. Cosa non deve mancare mai: un mazzo di carte, una chitarra, un super Santos, aspettate questa è per la mia generazione non so se tutto ciò serva anche per le altre.
5. Brutto tempo: sono sicuro che va sempre di moda.
6. Traffico all’andata… Traffico al ritorno.
Mi sembra che, tranne il punto 4 abbiamo detto, siano cose che ci accomunano più o meno un po’ a tutti. Ora non ci resta che domandarvi:
Che facciamo a Pasquetta?
A parte tutto, noi come sempre ci saremo.
Per i capitolini o chi passa da lì, magari nei fumi dell’alcol uno sbaglia strada e come si sa, tutte le strade portano a Roma, anche se noi sconsigliamo di mettersi alla guida in quel caso (politically correct), siamo aperti tutto il giorno.
Per i calabresi residenti o fuori sede, qualora non fosse avanzato abbastanza, dalle 17 in poi potete passare da noi.
Buona Pasqua, ma soprattutto buona Pasquetta.


Gilles De Seta

Gilles De Seta

Marketing Project Manager

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